16 dicembre 2007

Dopo la “sbornia” delle elezioni RSU:…dov’è iI contratto???!!!…

Terminata la kermesse sindacale RSU col solito balletto di cifre e vincitori si ritorna ai problemi quotidiani insoluti. Tra questi il più grave è sicuramente il rinnovo del contratto delle Agenzie Fiscali che arriva al “traguardo” dei 24 mesi di ritardo.
E improvvisamente dal letargo e dalle promesse elettorali, rispuntano i “combattivi” sindacati confederali che cominciano a battere la grancassa della ripresa della mobilitazione sul contratto, guarda caso proprio sotto Natale. Per carità non saremmo certo noi a esprimere dissenso su questo versante, ma il “pacchetto” delle richieste ci sembra un tantino miserello…
Dopo 2 anni di ritardo chrediamo che lamentarsi per "offerte" governative economiche insufficienti per il biennio economico 2006-2007 significa pestarsi i piedi da soli, in quanto l’accordo siglato da CGIL, CISL e UIL, nel maggio scorso, e tanto enfatizzato da questi sindacati, prevedeva per il 2006 solo il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale (pari a 11 euro lordi medi mensili), con un recupero economico a regime (dicembre 2007) che non supera i 50-60 euro medi cadauno. Mobilitarsi per l’applicazione di quell’accordo è un clamoroso autogoal per i lavoratori.
E inoltre, pensare che le richieste qualificanti dei lavoratori finanziari possano ridursi semplicemente all’eliminazione (pur legittima) della detrazione economica sulla malattia sotto i 15 giorni, o alla pensionabilità dell’ l’indennità di amministrazione, o alla stabilizzazione di qualche altro pezzetto di salario accessorio in paga base, significa sfiorare il ridicolo.
Crediamo invece che ben altre debbano essere le rivendicazioni:
Recupero salariale nel contratto che, alla luce del galoppante costo della vita (la scusa di questi giorni sono gli autotrasportatori) non debba essere al di sotto dei 130 – 150 euro netti cadauno in paga base. D’altronde, le entrate fiscali che hanno avuto un gran balzo in avanti, generando il magico “Tesoretto”, derivano dal lavoro e dall’impegno del personale delle Agenzie Fiscali e, quindi, una parte deve ritornare nelle tasche di chi ne è stato l’artefice. Ed inoltre richiediamo la drastica riduzione degli istituti del salario accessorio che servono solo alla competizione economica tra lavoratori e ad accreditare il ruolo dei sindacati territoriali ai tavoli sindacali degli uffici.
Ordinamento professionale. Il guazzabuglio di idee vecchie e nuove ereditate dagli ultimi contratti, il dedalo di corsi, concorsi, graduatorie, titoli, ricorsi, contenziosi ha provocato una divisione epocale tra i lavoratori finanziari. E chi sbandiera come obiettivo raggiungibile o raggiunto un passaggio economico per tutti mente sapendo di mentire. All’incirca solo il 50% del personale ha beneficiato di questo passaggio, che, se economicamente ha generato vantaggi, di fatto ha allargato la platea degli scontenti e lo spezzatino giuridico-funzionale-economico dei lavoratori. Insomma i vari contratti nazionali e integrativi ultimi hanno premiato solo la contro parte che non ha riconosciuto le mansioni effettive dei lavoratori e con questo meccanismo infernale delle fasce economiche ha accelerato divisioni e malumore. Noi pensiamo, invece, che l’unica operazione concreta e possibile da fare, fotografando il lavoro esistente nelle Agenzie Fiscali, è inquadrare il personale per le mansioni che svolge. E ci accorgiamo tutti che la prima differenza in aree è innaturale. Tutto il personale dovrebbe essere inquadrato in un’unica area e, all’interno di essa, suddiviso al massimo in 3 livelli giuridici ed economici.
Un livello peraltro per i quadri/funzionari, e un ultimo per i coordinatori dei servizi. E’ questo lo scenario lavorativo delle Agenzie Fiscali, chi fa proposte diverse trucca la realtà e fa un danno evidente ai lavoratori. Negli ultimi tempi sono state partorite proposte fantasiose riguardanti l’istituzione di una IV area, o area di professionisti/esperti, o della vicedirigenza, quest’ultima tramite viatici parlamentari. Chiunque, a lume di naso, si rende conto che dietro queste proposte vi è solo l’istituzione di lobbies, e quindi di una casta di fedelissimi alla mission (?) dell’Agenzia. L’istituzione di una quarta area, non è una opportunità fornita al personale, ma una ulteriore forma di gerarchizzazione del lavoro e di divisione del personale.
Non ci illudiamo che gli attuali interlocutori sindacali, più o meno ringalluzziti dai risultati RSU, siano “rappresentativi” degli interessi del personale. Per questo motivo, ci interessa aprire le nostre proposte alla discussionpersonale, e come baricentro nella vertenza per il rinnovo del contratto, nella speranza di non ripercorrere la storia delle mobilitazioni degli ultimi contratti dove, a fronte di una grande partecipazione del personale, sono stati siglati contratti a perdere per i lavoratori.
Organizziamoci con i Cobas!